Labyrinths

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Beloved solitude, stubborn certainty pleased to lose herself in those exquisite labyrinths hidden to so many.
Pale traces overlapped , confused vibrations, dumb images
Floating in the air still so cold, rising up to the sky in voluptuous slow vortices
The girl stares at the void beyond the rail
A car approaches along the road slowly
Eternal is the time in front of a red traffic light
Inconsistent precariousness of the contingent
A window opens on the top of the old building
The girl turns, conditioned reflex of a moment
An undefined face, gloom, a woman maybe
Eyes searching for something
The girl keeps watching the emptyness again
Time still as the air
The morning light caresses the ancient walls
Casts dark shadows, as the questions that cannot be answered
The girl looks down, closes the jacket and keeps moving
With no hurry, along the desert road
A klaxon in the distance
The window now closed
A breath of wind along the square
Borders and snippet of existences to balance the weight of another void
Souls in the city, labyrinths of possibilities and perspectives
Too far to take shape and consistence
Impossible to weave together, unthinkable to tie

Amata solitudine, ostinata certezza compiaciuta nel perdersi in pregevoli labirinti ad altri invisibili.
Pallide tracce sovrapposte, confuse vibrazioni, immagini mute e sottili.
Fluttuano nell’aria ancora fredda, salgono al cielo in vortici lenti e voluttuosi.
Inconsistente precarietà del contingente.
La ragazza fissa il vuoto oltre la ringhiera.
Un auto si avvicina lenta lungo la strada.
Il rosso di un semaforo la ferma in un’apparente eternità
La ragazza si volta, riflesso condizionato di un attimo
Una finestra si apre in alto nel palazzo antico.
Volto indefinito, penombra, forse una donna.
Occhi a scrutare senza interesse.
La ragazza fissa di nuovo il vuoto.
Il tempo immobile come l’aria.
La luce del mattino carezza le mura antiche
Proietta ombre cupe, come le domande che non si vogliono sentire
E a cui i colori non sanno comunque rispondere.
Abbassa lo sguardo, chiude la giacca e si allontana
Senza fretta, lungo la strada deserta
Un clacson lontano, fruscii minimi
La finestra di nuovo chiusa
Un alito di vento percorre la piazza
Margini e frazioni di esistenze a compensare il peso di un altro vuoto
Anime nella città, labirinti di possibilità e prospettive.
Troppo lontane per prendere forma e consistenza
Impossibili da tessere insieme, impensabili da legare.
Non per oggi almeno.

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